Attenzione al… rumore: quando si dorme, c’è bisogno di silenzio

Il rumore è qualcosa a cui, di notte, si passa un po’ troppo spesso sopra.
Certo, chi arriva a non poterne davvero più, esasperato da situazioni temporanee di fastidio o dal caso delle strade urbane e gli schiamazzi, alla fine in qualche modo si “ribella” e cerca di trovare rimedio, ma la maggior parte della popolazione sembra pian piano adagiarsi su quello che da fastidio diventa lentamente un’abitudine, quel brusio notturno magari causato dai vicini fragorosi, dalla strada trafficata e via dicendo.
Anche le “Linee guida sul rumore notturno per l’Europa” ovvero il risultato del lavoro di revisione della letteratura scientifica di un gruppo di esperti scelti tra 17 istituzioni di 12 Paesi europei, testimonia che col passare degli anni, le nostre case e città sono diventate sempre più assordanti e che i problemi del rumore notturno affliggono purtroppo una porzione sempre maggiore di popolazione.
Per l’Italia hanno partecipato al progetto l’Università di Roma “La Sapienza” e il Dipartimento provinciale di Pisa dell’Arpa Toscana.

Cosa ci dice l’analisi della situazione europea?

“Linee guida sul rumore notturno per l’Europa” dà delle indicazioni e anche degli avvertimenti abbastanza precisi e importanti da seguire, per abbassare il livello generale di rumore notturno.
Anzitutto fissa dei criteri in decibel attraverso i quali si può capire quanto “al limite” sia la condizione nella nostra camera da letto e stabilendo dove è necessario intervenire.
Inoltre lo studio, raccogliendo i dati delle ricerche scientifiche portate avanti negli anni sul tema di sonno e rumore, fa vedere dove queste evidenze sono più limitate e dove invece sufficienti.
Ad esempio, per quanto riguarda la correlazione fra rumore notturno e aumento del battito cardiaco, ansia, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi, il livello di corrispondenza è significativo.
Se bambini, donne incinte, anziani e lavoratori a turno sono le categorie più a rischio, è vero che il rumore notturno può creare fastidi, malesseri e disturbi compromettendo durata e qualità del riposo e dunque del benessere complessivo della nostra salute.

Rumore bianco e rumore rosa: di cosa si tratta?

Il ruolo dei suoni – tecnicamente: rumori – è davvero fondamentale nella nostra vita. Ecco perché a tal proposito bisogna distinguere il rumore bianco dal rumore rosa. Entrambi sono delle frequenze che si pensa abbiano la capacità di modulare le onde cerebrali, infondendo un senso di pace e rilassamento.
Il rumore bianco è statico, cioè è lo stesso a tutte le frequenze. È indicato per indurre lo stato di addormentamento e lo si usa nei reparti di terapia intensiva, specialmente quella neonatale, per donare sollievo e tranquillità al riposo dei piccoli degenti. Il rumore bianco non esiste in natura ma può essere ricreato artificialmente.
Il rumore rosa ha invece frequenze basse ma di potenza maggiore rispetto al rumore bianco ed è considerato efficace per indurre lo stato di addormentamento e conciliare il riposo. Con le sue caratteristiche armoniose e delicate, il rumore rosa stimola la concentrazione e aumenta il grado di rilassamento. Il suono delle cascate o delle onde oceaniche, riproduzioni naturali di rumore rosa, ne sono la conferma.

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