Depressione invernale? Perché se ne parla sempre più spesso

Chiardiluna - Depressione invernale come combatterla

Se vi è capitato spesso di sentirvi pigri, svogliati, all’arrivo del primo freddo e del buio pomeridiano dell’inverno, se avete sempre dato la “colpa” al vostro essere un po’ meteoropatici, letargici, o semplicemente folli amanti dell’estate e del clima caldo, beh… da oggi sarete lieti di sapere che nel mondo avete una buona percentuale di persone simili, e soprattutto che a questa condizione viene dato un nome, disordine affettivo stagionale.

Disordine affettivo stagionale: è grave?

Se a questo punto della lettura vi state domandando quanto è importante e serio questo disturbo, cerchiamo subito di rassicurarvi: esistono dei sintomi riconoscibili, delle terapie e delle accortezze da mettere in pratica e si, si può certamente stare meglio.

I sintomi

Quando in inverno la vostra voglia di uscire, di rimanere attivi e concentrati, diminuisce costantemente, quando aumenta l’inappetenza, o le notti in bianco cominciano a farsi sempre più frequenti, se a queste condizioni non sono da associare patologie cliniche di alcun genere ma piuttosto una sensazione di depressione, scontento e ansia generalizzata (ansia che invece non riscontrate nelle stagioni luminose e tiepide della primavera/estate) ecco, allora forse vi trovate proprio di fronte ad una situazione di disordine affettivo stagionale.

Le cause

Sulle cause del disturbo sono in corso, già da diversi anni, numerosi studi scientifici trasversali, ricerche che si basano su differenti variabili e che vogliono trovare correlazioni genetiche e ormonali, ad esempio quelle legate alla produzione di serotonina, un ormone che, se a livelli insufficienti, può dare luogo a stati di tristezza e depressione. E’ stato osservato, ad esempio, come il disordine affettivo stagionale colpisca maggiormente le donne: questo potrebbe essere spiegato proprio attraverso il legame fra le sostanze che trasportano la serotonina e l’estradiolo, estrogeno prodotto dalle ovaie.

Rimedi? Don’t panic and turn the light on

Gli scandinavi, che per le particolari condizioni climatiche dei loro lunghi e bui inverni ben conoscono la condizione di disordine affettivo stagionale, da sempre prestano enorme attenzione al ruolo della luce, sia quella solare che quella riproducibile in ambiente domestico o lavorativo attraverso luci bianche.
Il potere e la cura della luce è vitale e primario: supportando i casi più compromessi anche con una terapia clinica e psicologica costruita caso per caso, la luce è un alleato formidabile per chi soffre di questo disturbo. Sessioni mirate di light terapy vi porteranno a riacquistare dinamismo, entusiasmo e benessere.

E in casa, cosa si può fare?

Essendoci una stretta correlazione fra disordine affettivo stagionale e sonno, prestare attenzione all’illuminazione dello spazio domestico – e in particolare della camera da letto – è fondamentale per affrontare al meglio i mesi invernali: evitare fonti di calore troppo “pesanti”, neon, luci colorate e favorire invece sistemi di illuminazione soft e rilassanti. Non addormentarsi con la tv o altri schermi e dispositivi accesi, provare a sostituire le normali lampadine ad incandescenza con lampadine dimmerabili sono alcuni dei suggerimenti che vi consigliamo per ritrovare un sonno ristoratore e scacciare quel senso di angoscia e stress che caratterizza lo stato di disordine affettivo stagionale.
Provateci, e vi sembrerà subito primavera.

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