I cicli del sonno: una soluzione ottimale per ricaricare le energie

Il ciclo del sonno monofasico è quello più conosciuto e diffuso, che prevede di dormire le famose 8 ore notturne per poter essere riposati al meglio. Questo implica un fase di riposo ogni 16 ore.

E’ stato, invece, rivalutato il ciclo polifasico, con ritmi di sonno spezzati durante le 24 ore. (per approfondire clicca qui)

La fase del sonno più importante, dove ci riposiamo di più, è la fase Rem, quella in cui si sogna, che ha la durata di 2 ore ogni notte. Il miglior consiglio, pertanto, è di arrivare il prima possibile in quella fase così da riuscire a dormire poche ore ma comunque bene.

Tra i cicli polifasici più conosciuti troviamo:

Uberman: consiglia di fare sonnellini ogni 4 ore, ristoratori ma non troppo consigliati per avere una sana vita sociale

Everyman: risulta essere più versatile con un riposino di 20 minuti e una sana dormita di 4 ore e mezzo

Siesta: è il sonno bifasico con la dormita notturna di 6 ore e un riposo post pranzo di mezz’ora. I risultati di quest’ultimo ciclo sembrano essere favolosi.

Più si riesce a essere costanti nel rispettare il ciclo scelto e più velocemente si raggiungerà la fase Rem. Il fabbisogno di riposo varia a seconda dell’età e del sesso e altri fattori. Neonati e anziani sono considerati come eccezioni, dato che, per quanto riguarda la prima categoria, non avendo ancora un battito regolare di 24 ore, il sonno è spezzato, mentre la seconda categoria tende a seguire un ciclo prevalentemente polifasico.

E’ confermato, inoltre, che dormire più di 8 ore aumenta il rischio di Alzheimer, di infarto e peggiora un’eventuale stato di depressione in corso. Pertanto, è meglio migliorare la qualità del sonno piuttosto che aumentare le ore di sonno per notte.

Utili suggerimenti per un sonno migliore:

-la temperatura della camera deve essere tra i 19 e i 21 gradi

-meglio se si cena con cibi ricchi di grassi, purché siano sani

-fare un veloce bagno freddo prima di andare a dormire