Materasso a strati – cosa s’intende?

Del materasso, ovvero del supporto sul quale prendiamo sonno ogni sera e che spesso usiamo per anni ed anni, fino all’usura, poco sappiamo: o meglio, negli ultimi tempi si sta fortunatamente diffondendo una sorta di “cultura” rispetto a questo argomento, che fa sì che se ne parli, si condividano esperienze e informazioni sul web, sui giornali, attraverso i rivenditori specializzati.
Ma non è sempre stato così. Per molto tempo del prodotto materasso ci bastavano sapere due o tre cose: dimensioni, prezzo, e forse – non senza un velo di approssimazione – la tipologia di materiale.
Capite bene, d’altra parte, che era un vero peccato: avere più informazioni possibili rispetto ad un bene, ad uno strumento così utile e utilizzato come il materasso, non può che essere d’aiuto.

Di cosa è fatto un materasso?

Se vogliamo partire proprio dall’ABC, dunque, dobbiamo considerare proprio com’è fatto un materasso, ovvero composto da diversi strati che possono avere spessori differenziati, materiali eterogenei, dalle fibre naturali a quelle sintetiche, possono insomma avere caratteristiche diverse sulla base della tipologia specifica di materasso analizzato.
Il ruolo di questi strati tuttavia è fondamentale perché è proprio dall’insieme di essi che si va a creare il core, il nucleo centrale del materasso, quello che racchiude in sé le caratteristiche di efficienza e funzionalità che esso performerà.
Ma quanti devono essere questi strati? Esiste un numero “obbligatorio”? E soprattutto… a cosa servono gli strati o differenti livelli di un materasso?
Scopriamolo insieme nel seguente paragrafo di questo articolo in cui vi spieghiamo proprio cosa sono gli strati da cui è composto un materasso.

Gli strati di un materasso: benefici

Per farvi capire come mai dedichiamo un apposito articolo a questo argomento, andiamo dritti al punto e vi spieghiamo che cosa comportano i differenti strati di un materasso.
A seconda dello spessore e dei vari livelli, un materasso potrà quindi:

  • Ammortizzare e gestire bene i carichi del peso. È chiaro infatti che per non andare a creare scompensi e fastidi alla colonna vertebrale, il materasso non deve essere né troppo rigido né troppo morbido ma sostenere con vigore senza disallineare l’assetto posturale di chi lo utilizza.
  •  Alleviare i punti di pressione. Se si soffre di scoliosi, sciatalgia, cervicale, dolori alle spalle o alle articolazioni, è particolarmente importante che il materasso su cui si riposa vada ad alleggerire la pressione del corpo sulla superficie, creando invece un riparo confortevole e leggero in cui rilassarsi.
  • Isolare i movimenti. Quando si dorme in due, gli spostamenti e le vibrazioni da essi causati possono disturbare il sonno del partner costringendolo anche al risveglio (per chi ha un sonno molto leggero). E’ importante dunque riposare su un supporto che “trattenga”, isolandoli, i movimenti;
  • Attutire suoni e rumori. Un buon supporto per dormire è in grado anche di trattenere i rumori. Non sarà certo acusticamente isolante, è ovvio, ma soprattutto in base alla qualità dei materiali e delle fibre di cui è fatto, il materasso potrà essere un’ulteriore strumento di cui servirsi per ovattarsi nel silenzio e nella quiete che tanto giovano al riposo notturno.
  • Avere delle ottime proprietà di termoregolazione. Grazie all’ottima e avanzata qualità dei materiali oggi utilizzati, molti materassi sono composti da schiume o gel in grado di fornire piacevoli effetti di raffreddamento, evitando l’accumulo di calore e sudore in eccesso, ma anche di riscaldamento, nelle stagioni più fredde, una volta che arrivano a contatto con la pelle. La termoregolazione è molto importante quando parliamo di riposo perché una temperatura non consona al sonno potrebbe compromettere il benessere di tutta la notte.

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