Onde e rumori: l’importanza dei suoni per svegliarsi o farci addormentare

Dopo otto anni di studio la ricerca dell’Università israeliana di Tel Aviv, coordinata dalla Professoressa Hanna Hayat, è arrivata a dirci qualcosa di più su come e cosa sentiamo quando dormiamo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Neuroscience e condotto su dei pazienti che soffrivano di epilessia, ha portato alla luce come, a discapito di ciò che si possa immaginare, il cervello registra perfettamente i suoni mentre dormiamo.
Il fatto che alcuni rumori ci possano svegliare, mentre altri possano “passare” in sordina, non essere registrati e quindi non destarci, potrebbe dipendere proprio dalle onde alfa-beta, che sono controllate dalla corteccia cerebrale e la cui intensità ci fa attivare, o meno, rispetto al sentire un suono, sia quando siamo vigili che a riposo.
La ricerca in questione, dunque, rappresenta un tassello fondamentale per successivi studi e scoperte legate alla vigilanza di soggetti in coma o anestetizzati, come ad esempio stabilire cosa e quanto sente qualcuno chi si trova in uno stato di non coscienza e potrebbe condurre a fondamentali e importanti sviluppi per la scienza e la medicina.

Il rumore bianco e il rumore rosa: una ninna nanna

Sul ruolo dei suoni – tecnicamente: rumori – è stata più volte fatta esperienza anche in numerose tecniche di rilassamento come la ASMR (acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero risposta sensoriale apicale autonoma), ed è fondamentale distinguere fra rumore bianco e rumore rosa. Entrambi sono delle frequenze che si pensa abbiano la capacità di modulare le onde cerebrali, infondendo un senso di pace e rilassamento.
Il rumore bianco è statico, cioè è lo stesso a tutte le frequenze. È indicato per indurre lo stato di addormentamento e lo si usa nei reparti di terapia intensiva, specialmente quella neonatale, per donare sollievo e tranquillità al riposo dei piccoli degenti. Il rumore bianco non esiste in natura ma può essere ricreato artificialmente.
Il rumore rosa ha, invece, frequenze basse ma di potenza maggiore rispetto al rumore bianco ed è considerato efficace per indurre lo stato di addormentamento e conciliare il riposo. Con le sue caratteristiche armoniose e delicate, il rumore rosa stimola la concentrazione e aumenta il grado di rilassamento. Il suono delle cascate o delle onde oceaniche, riproduzioni naturali di rumore rosa, ne sono la conferma.
Parlando di rumore rosa va detto che alcuni studi scientifici come quello del 2012 sul “Journal of Theoretical Biology” o quello del 2017 su “Frontiers in Human Neuroscience” si sono focalizzati proprio sul rapporto fra rumori rosa e sonno e sembra che esso riduca le onde cerebrali e aumenti il sonno stabile, avendo una correlazione positiva col sonno profondo.

Onde e rumori: quanto è magnifico, e ancora inesplorato, il cervello

Gli studi sulle onde, i rumori e le attività cerebrali ad essi collegati sono ancora tanti e chissà quante evidenze dovranno ancora mostrare, fatto sta che già adesso si capisce quanto l’attività e la produzione cerebrale sia vasta, inesplorata, e quante potenzialità ci sono per la scienza e la medicina del futuro.
Intanto… abbiamo conosciuto qualcosa di più sul perché alcuni suoni ci possono svegliare e su quali rumori possono invece facilitare l’addormentamento.

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