Sonno e Vitamina D: due facce della medaglia

Durante l’inverno molti animali vanno in letargo, si ritirano in un sonno stagionale che li aiuta, sembra incredibile, proprio a sopravvivere. Nei mesi più freddi e bui, anche se non può adottare una strategia simile, anche l’essere umano subisce cambiamenti e variazioni legate alla temperatura e alla mancanza di luce solare.
Abbiamo più volte parlato, infatti, del ritmo circadiano – ovvero dell’orologio biologico regolato sul sistema luce – ombra esterno – e su quanto esso influisca sulle nostre abitudini quotidiane, soprattutto quelle riguardanti il sonno.
La vitamina D prodotta da una molecola della nostra pelle, quando entra in contatto con la luce UVB emessa del sole, diventa fondamentale per l’organismo poiché supporta il sistema immunitario ed è coinvolta nella regolazione dei livelli di calcio e fosfato.
Come regolarsi, dunque, nei mesi invernali? E come supplire alla mancanza di luce con l’alimentazione? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Un rifornimento carico di…Vitamina D

Per quanto “reperibile” in misura maggiore attraverso la luce solare, la vitamina D la si può assumere anche grazie a come e cosa mangiamo.
I cibi prediletti sono indubbiamente:
• salmone e pesce grasso
• uova e formaggi
• verdure – soprattutto cavolo e cavolfiori.

Gestire una dieta sana ed efficace per l’organismo significa, quindi, prendere in carico anche quegli alimenti – come i sopra menzionati – che aiutano a produrre o regolare processi specifici.
L’assunzione di vitamina D, oltre che attraverso il cibo, è spesso consigliata da medici nutrizionisti ed esperti del sonno, nelle ore pomeridiane o serali, per contrastare il fenomeno delle gambe senza riposo, delle apnee ostruttive e – più in generale – per favorire la qualità del riposo dal momento che numerosi studi e ricerche scientifiche sottolineano l’apporto della vitamina D al benessere del sonno.

Vitamina D: star bene a 360°

Avendo un ruolo nella regolazione di serotonina e melatonina, vien da sé come la vitamina D sia piuttosto importante nella regolazione del sonno.
Molte persone, non producendone abbastanza nei mesi invernali, per carenze specifiche, poca esposizione alla luce solare o per via dell’uso di indumenti o mute da lavoro iper-schermanti, hanno davvero bisogno di integrare questa vitamina D giornalmente.
Buoni valori di Vitamina D, infatti, oltre al riposo aiutano anche a contrastare ansia e disturbi dell’umore, migliorano il benessere mentale a tutto tondo poiché allontanano i sintomi depressivi.
Specifici studi sempre più rilevanti della University of Exeter Medical, stanno focalizzandosi sul rapporto fra vitamina D e insorgere di demenze senili e patologie come il morbo di Alzheimer.
Più le carenze vitaminiche sono gravi, più sembra possa aumentare il rischio di sviluppare demenze di qualsiasi tipo.
Nel frattempo che la ricerca continua col suo lavoro cercando di valutare anche se e come certi problemi possono risolversi aumentando i soggetti coinvolti all’esposizione di luce solare, regolandone la dieta in maniera più efficace e passando anche alla somministrazione vitaminica, il consiglio anche per i soggetti sani è quello di monitorare, attraverso semplici analisi del sangue, i livelli di vitamina presenti ed equilibrare eventuali carenze con gli strumenti a disposizione.
A partire proprio dal cibo.

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