Vacanza in montagna: un po’ di attenzione per gli over 65

Le passeggiate in montagna sono benefiche e rigeneranti per ogni età. Non sono necessarie avvertenze particolari, ma oltre i 1200 metri la concentrazione di ossigeno nell’aria si riduce in modo significativo, e questo può creare problemi in caso di patologie che sono più frequenti con l’avanzare degli anni. (vedi anche l’articolo “Vacanza in montagna: attenzione all’insonnia da altitudine“)

Superare questa quota è sconsigliabile a chi abbia una malattia cardiovascolare, a chi soffre di bronchite cronica o enfisema: la minor quantità d’ossigeno può provocare crisi respiratorie o mandare in affanno il cuore.

Chi deve stare attento

Chi ha il diabete, deve ricordare che il maggior movimento riduce la glicemia, diminuendo la necessità di insulina e di farmaci ipoglicemizzanti. Gli ipertesi, invece, devono controllare la terapia, poiché la quota fa aumentare la pressione arteriosa.

È stato confermato che, salendo in quota, la media della pressione massima, nelle 24 ore, aumenta di ben 11 mmHg. Questi effetti su cuore e vasi sanguigni compaiono a partire dai 1200 metri e aumentano con l’aumentare della quota raggiunta, perciò bisogna essere certi che la pressione sia sotto controllo.

Comunque, quando ci si accorge che la pressione è salita troppo, il consiglio migliore è sempre quello di “scendere di quota”. In genere viene consigliato un acclimatamento graduale alle alte quote.

Consigli per godersi il relax della montagna

Una buona norma di prevenzione è quella di bere molta acqua, che aiuta a ridurre la secchezza dell’aria ed a rigenerare l’apporto idrico, che si è consumato durante lo sforzo con l’aumento della frequenza della respirazione. L’acqua, inoltre, migliora la fluidità del sangue, che in montagna tende a coagularsi più rapidamente per la presenza di un maggior numero di globuli rossi (che servono all’organismo per catturare quanto più ossigeno possibile dall’aria rarefatta, che contiene meno molecole di gas).

Salendo in quota, bisogna stare attenti al così detto “mal di montagna”, una serie di problemi legati all’alta quota: respiro affannoso, costrizione toracica persistente, vomito e grave astenia.

Manifestazioni di comportamento irrazionale e/o confusione mentale, sono segnali inconfutabili che il cervello sta ricevendo un’ossigenazione insufficiente e diventa urgente scendere di quota velocemente.